Metodo, azioni e risultati  
 
 

  ll territorio rappresenta un riferimento importante nel processo di formazione dell'identità e della crescita.

Esprimersi con consapevolezza sulle scelte e sui cambiamenti dell'assetto urbano, sull'organizzazione della vita sociale, sulle strategie ambientali non è un diritto riservato solamente ai cittadini adulti.

Da tempo infatti la Convenzione dei diritti dell'infanzia, prevede che i bambini e le bambine debbano essere consultati prima di prendere decisioni che li riguardano, che possano giocare, che possano esprimere le loro opinioni.
Ma per attuare queste direttive è fondamentale che i bambini stessi vengano coinvolti, assumendo il ruolo di attori attivi negli interventi che li riguardano. Accanto a questo la costruzione, la sperimentazione ed il fare assumono un ruolo importante soprattutto nella didattica e nell'apprendimento rivolti ai bambini e agli adolescenti.

Le più recenti esperienze di progettazione che hanno coinvolto i bambini ed i ragazzi dimostrano come il loro apporto sia fondamentale non solo per ampliare l'angolo visuale di osservazione ma anche per aprire la conversazione sociale a tutta la comunità locale ed all'amministrazione pubblica.

Le bambine ed i bambini infatti usano un linguaggio diretto e pongono quelle domande che spesso gli adulti (ad es. i genitori) hanno smesso di farsi ed a cui non sanno più rispondere.

Dall'altro lato gli urbanisti e gli amministratori preposti alla pianificazione della città si sono sempre espressi con un linguaggio e con degli elaborati tecnici che a volte risultano di difficile comprensione anche per gli adulti che non siano addetti ai lavori.
Spesso la stessa volontà dell'Amministrazione di coinvolgere i cittadini si è scontrata con la difficoltà di comunicare le scelte ed i progetti in modo semplice e diretto.

Il progetto GOAL ha voluto quindi dare una risposta concreta ai diritti delle bambine e dei bambini come cittadini ed attraverso questi ha aperto il dialogo anche agli adulti (insegnanti e genitori) attraverso le scuole, che sono il luogo privilegiato dell'incontro tra interlocutori diversi (bambini, ragazzi, genitori, formatori, testimoni significativi etc.) ed istituzioni.

La scuola ha assunto il ruolo di Osservatorio integrato con il tessuto sociale di appartenenza, nell'ottica di restituire la città sia ai bambini che attraverso questi agli adulti.
  Il progetto

I partecipanti

La Legge 285

Le scuole

Gli osservatori

I risultati

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